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CARATTERISTICHE PRINCIPALI: LA MEDIAZIONE E' OBBLIGATORIA E TI DEVI FAR ASSISTERE DA UN AVVOCATO O DA UN PROCURATORE

Cosa sono gli strumenti finanziari

Servizi di mediazione - Strumenti finanziariGli strumenti finanziari costituiscono l’insieme di tutti i prodotti finanziari e di ogni altra forma di investimento di natura finanziaria.
Gli strumenti finanziari sono elencati nel Testo Unico della Finanza all’articolo 1, comma 2 e sono:

  • Le azioni e gli altri titoli rappresentativi di capitale di rischio negoziabili sul mercato dei capitali
  • Le obbligazioni, i titoli di Stato e gli altri titoli di debito negoziabili sul mercato dei capitali
  • Le quote di fondi comuni di investimento
  • I titoli normalmente negoziati sul mercato monetario
  • Qualsiasi altro titolo normalmente negoziato che permetta di acquisire gli strumenti precedentemente indicati
  • I contratti futures su strumenti finanziari, su tassi di interesse, su valute, su merci e sui relativi indici
  • I contratti di scambio a pronti e a termine (swaps) su tassi di interesse, su valute, su merci nonché su indici azionari (equity swaps)
  • I contratti a termine collegati a strumenti finanziari, a tassi d’interesse, a valute, a merci e ai relativi indici
  • I contratti di opzione per acquistare o vendere gli strumenti indicati nelle precedenti lettere e i relativi indici, nonché i contratti di opzione su valute, su tassi d’interesse, su merci e sui relativi indici
  • Le combinazioni di contratti o di titoli indicati precedentemente.

Le azioni

L’azione è un titolo rappresentativo di una quota della proprietà di una società. Il possesso di (almeno) una azione è la condizione necessaria per essere soci di una società per azioni o di una società in accomandita per azioni.
Il ricorso alle azioni consente un più facile scambio delle stesse, magari attraverso lo strumento del mercato azionario. È possibile emettere diverse tipologie di azioni. All’interno di ciascuna categoria le azioni devono essere uguali e offrire uguali diritti.

Le obbligazioni

Il termine obbligazione indica un titolo di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente più un interesse su tale somma.
Lo scopo di un’emissione obbligazionaria (o prestito obbligazionario) è il reperimento di liquidità da parte dell’emittente.

Di solito il rimborso del capitale al possessore del titolo di debito da parte dell’emittente avviene alla scadenza al valore nominale e in un’unica soluzione, mentre gli interessi sono liquidati periodicamente (trimestralmente, semestralmente o annualmente). L’interesse corrisposto periodicamente è detto cedola perché in passato per riscuoterlo si doveva staccare il tagliando numerato unito al certificato che rappresentava l’obbligazione.
Se l’emittente non paga una cedola (così come se è insolvente nei confronti delle banche o di creditori commerciali), un singolo obbligazionista può presentare istanza di fallimento.

I titoli di stato e gli altri titoli di debito negoziabili sul mercato dei capitali

I titoli di Stato sono obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per finanziare il debito pubblico. I diritti di credito incorporati nel titolo possono essere corrisposti al sottoscrittore del prestito sia mediante lo scarto di emissione (ossia la differenza tra il valore nominale e il prezzo di emissione o di acquisto), sia mediante il pagamento di cedole (fisse o variabili) durante la vita del titolo. Alla scadenza dell’obbligazione lo Stato rimborsa il capitale.

Gli strumenti previsti dal Codice Civile agli artt. 2346 e 2349

Art. 2346 c.c. Emissione delle azioni

La partecipazione sociale è rappresentata da azioni; salvo diversa disposizione di leggi speciali lo statuto può escludere l’emissione dei relativi titoli o prevedere l’utilizzazione di diverse tecniche di legittimazione e circolazione.
Se determinato nello statuto, il valore nominale di ciascuna azione corrisponde ad una frazione del capitale sociale; tale determinazione deve riferirsi senza eccezioni a tutte le azioni emesse dalla società.

In mancanza di indicazione del valore nominale delle azioni, le disposizioni che ad esso si riferiscono si applicano con riguardo al loro numero in rapporto al totale delle azioni e-messe.
A ciascun socio è assegnato un numero di azioni proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritta e per un valore non superiore a quello del suo conferimento. Lo Statuto (3) può prevedere una diversa assegnazione delle azioni.

In nessun caso il valore dei conferimenti può essere complessivamente inferiore all’ammontare globale del capitale sociale.
Resta salva la possibilità che la società, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, emetta strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale degli azionisti. In tal caso lo statuto ne disciplina le modalità e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono, le sanzioni in caso di inadempimento delle prestazioni e, se ammessa, la legge di circolazione.

Art 2349 Azioni e strumenti finanziari a favore dei prestatori di lavoro

Se lo statuto lo prevede, l’assemblea straordinaria può deliberare l’assegnazione di utili ai prestatori di lavoro dipendenti delle società o di società controllate mediante l’emissione, per un ammontare corrispondente agli utili stessi, di speciali categorie di azioni da asse-gnare individualmente ai prestatori di lavoro, con norme particolari riguardo alla forma, al modo di trasferimento ed ai diritti spettanti agli azionisti. Il capitale sociale deve essere aumentato in misura corrispondente.

L’assemblea straordinaria può altresì deliberare l’assegnazione ai prestatori di lavoro dipendenti della società o di società controllate di strumenti finanziari, diversi dalle azioni, forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale degli azionisti. In tal caso possono essere previste norme particolari riguardo alle condizioni di esercizio dei diritti attribuiti, alla possibilità di trasferimento ed alle eventuali cause di decadenza o riscatto (3).

I contratti SWAP (Pronti contro termine)

Lo swap è un contratto derivato OTC (over-the-counter), cioè non standardizzato e non trattato sulle piazze finanziarie. In generale, per swap si intende “scambio” (traduzione praticamente letterale dal termine anglosassone) di capitali e/o flussi di interesse o di importi indicizzati a tassi, divise, indici di vario genere.
Il termine assume oggi una valenza generica in quanto sottende a una notevole varietà di transazioni assai differenziate, anche se accomunate da alcuni elementi di riferimento. La nascita del mercato degli swap si fa tipicamente risalire alla operazione conclusa tra la IBM e la World Bank nel 1981 (per eventuali approfondimenti si possono consultare i testi inseriti nella bibliografia): questa operazione è stata successivamente utilizzata come modello di riferimento per un mercato che si è sviluppato rapidamente.

Per offrire una generalizzazione del contratto, si può brevemente riassumere lo schema di funzionamento dello swap nel seguente modo: due parti decidono di scambiarsi flussi di cassa (cash flow); questi flussi possono essere rappresentati da cambi, tassi di interesse, prezzi di merci e combinazioni tra questi.
Le condizioni sotto le quali può essere stipulato un contratto swap possono essere le più disparate, anche se la strategia finanziaria alla base del contratto è quella di copertura (hedging). Per tutti i contratti swap vengono però specificate le seguenti condizioni:

  • La data di stipula del contratto (trade date)
  • Il capitale di riferimento (notional principal amount) che non viene scambiato tra le parti ma che costituisce la base per il calcolo dei flussi
  • La data di inizio (effective date) a partire dalla quale iniziano a essere scambiati i flussi
  • La data di scadenza (termination date) del contratto
  • Le date di pagamento (payment date), corrispondenti alle date in cui avviene lo scambio dei flussi. Il lasso di tempo che intercorre tra due date di pagamento successive è chiamato calculation period;
  • Le eventuali indicazioni per la ridefinizione del sottostante, se sono state indicate date di revisione.

Le tipologie contrattuali sono estremamente numerose e variegate (cfr. bibliografia) e la decisione di stipulare il contratto e la scelta della tipologia è legata alle diverse aspettative che le parti contraenti hanno sull’andamento futuro dei flussi scambiati (prezzi di mercato, tassi di cambio, tassi di interesse e così via).

Non manca, quindi, la possibilità di sfruttare eventuali opportunità di arbitraggio e di informazione asimmetrica presenti sui mercati, tanto che queste argomentazioni, peraltro non esenti da critiche, vengono spesso utilizzate per spiegare la diffusione dei contratti swap.